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Inbox: 3 new messages. Clicco. L’inbox si apre. Spunta il nome di lei. Oddio! Saranno almeno 6 anni che non sento o incontro A., ad eccezione dei doverosi auguri di buon natale, buona pasqua, buon ferragosto e buon compleanno; a cui con dovizia rispondo sempre aggiungendo uno sorrisetto extra tanto per dare piu’ carico ai ricordi che conservo di tutti quegli anni condivisi tra I banchi di scuola, le selle dei motorini sgangherati, le prime sigarette e le giornate di bigia a scuola passate sugli scogli a prendere il sole.
Come stai? Un sacco che non ci si sente. Qui sono immersa nei casini, il lavoro non lo digerisco piu’, mio marito e’ sempre piu’ rompicoglioni, l’amante peggio, fortuna che c’ho la mia bimba. Sono insoddisfatta, ho paura di essere diventata quello che tanto temevamo. Se solo potessi tornare indietro saprei chi scegliere. Ma tu preferisti la mia amica, tutta colpa tua quindi! Vorrei tanto poter parlare un po con te.
O dio mio. Sprofondo nella poltroncina. Non capisco. Ricordo le inflessioni della sua voce e cerco di immaginarmela mentre dice queste parole.
Benone dai, un po di intoppi per strada ma me la cavo. Non fare la vittima, sei tu che non ti filavi nessuno. La tua amica M. non la sento da un po’, sposata con prole in crescita, non vorrei disturbare. Forse faresti meglio a parlar con lei, direi che avreste piu’ argomenti in comune adesso eheh. Complimenti per l’amante, salutami tuo marito e dai un bacio alla bimba. Mi fa piacere risentirti.
Scherzo. Cerco di fare lo gnorri.
Eppure ero convinta che voi due saresti stati insieme per sempre. Ero un po gelosa e lei quanto me. E’ sempre stata convinta che tu in realta’ nutrivi qualcosa per me. E piu’ lei me lo ripeteva, io negavo ma speravo di nascosto. Era vero? Che faccio? Spero?
Shock! Aveva ragione mia madre allora. E io? Prosciutto sugli occhi e salame nelle orecchie. Oddio, solo ora ricollego tutti I fatti. Quando preparava gli striscioni alle mie partite, quando mi faceva regali senza motivo, quando al mare saltava sul mio asciugamani e mi ricopriva di sabbia, quando diceva che non si fidava ad andare in motorino con nessuno se non con me, quando si offriva di tagliarmi I capelli, quando studiavamo insieme in camera sua e parlavamo per tutto il pomeriggio dei cazzi nostri, quando mi chiedeva incazzata perche’ secondo me alcune ragazze pensavano lei fosse lesbica, quando mi chiedeva cosa ne pensassi dei suoi ragazzi, quando mi chiedeva cosa avremmo fatto da grandi. E ora come glielo dico? M. ed io eravamo I fidanzati storici alle superiori. Non durammo molto oltre il secondo anno di universita’. Come glielo dico che la lasciai per il mio primo lui. E poi chiusi I ponti, ho perso molti di vista. Forse troppi.
Spera, spera che io un giorno trovi il coraggio per dirti quanto fortunata sei stata a non scegliere me.