mercoledì, 25 gennaio 2006

Mano destra sul rosso, Piede sinistro nel baratro

Avete mai visto Sliding Doors  con quel mocho vileda di Gwyneth Paltrow ? E’ stato uno dei film Horror che piu’ mi ha scosso. Alla fine del film ero inebetito avanti ai titoli di coda, con un rivolo di bava che mi colava dagli angoli schiumettati della bocca. Non riuscivo a proferire parola. M’aspettavo un colpo apoplettico che mi riducesse ad un coma vegetativo da un momento all’altro. Allucinato da tutti I "se", "chissà" e "carrà"!

Quando vieni alla luce non sai che sarai destinato a vivere la tua vita trovandoti difronte a bivi, trivi, incroci, rampe autostradali e corsie di entrata e uscita. Eppure accade piu spesso di quanto avresti mai pronosticato. I primi anni di vita sono un dato di fatto, ti fidi di quello che ti dicono e non hai molti pensieri tranne il decidere quale Master debba accoppiarsi con quale altro Master. Io poi non credo di aver nessun ricordo antecedente alle scuole elementari. Cosi ti trovi a 5 anni afflitto da un terribile dilemma: accanto a chi sedersi? C’e’ Alessandro, quello caruccio, tanto simpatico, con le gommine per cancellare piu belle di tutta la classe... Peccato che puzza di zampone con le lenticchie pero’ ... E poi c’e’ Gelsomina, che e’ tanto caruccia anche lei e profuma cosi tanto di lavanda che pare l’abbiano tenuta chiusa in uno di quei sacchetti per profumare l’armadio per I suoi primi 5 anni di vita... Intubata come in Matrix... Pero’ lei non la smette un attimo di parlare e poi parla solo ed esclusivamente di Jem e le Holograms e io quelle proprio non le sopportavo. Finisci per sederti al fianco di Raffaello, quello che poi scopri essere un povero tardone [per quanto si possa essere tardoni a 5 anni] che ogni volta che ti chiede qualcosa comincia a fissarti la bocca come in attesa di veder spuntare il fumetto da bocca a forma di nuvoletta che si piazzi sulla tua testa ... Cosi puo’ rileggerlo piu volte se non capisce.  
Alle Medie si ricomincia d’accapo ... Al fianco di chi sedersi, quali materie prediligere, quale sport scegliere, quali amicizie ci apriranno il varco verso l’Olimpo dorato dei fighi della scuola e se non proprio quello almeno che ci eviti il purgatorio doloroso dei ‘peccatoni’ della scuola. Ed alla fine mi ritrovo seduto al fianco dello stesso ritardato che 5 anni prima mi aveva giurato eterna fedelta’ scolastica, con lo stesso sguardo offuscato di una trota salmonata strafatta di xanax, fissandomi le labbra in attesa delle mie risposte; a studiare Epica come un dannato; giocando a pallammano [a momenti mi toccava il volano] e ad andare in pizzeria al sabato sera con  il mio compagno di banco salmonato e 28 ragazze di cui ormai ero diventato l’idolo perke’ in grado di carpire la differenza tra Poochie [mito di quegli anni] e Pimpa [ndr. Le uniche differenze sono che Poochie sapeva coordinare meglio I colori e cotonarsi I capelli… un cane trans alla fine, Pimpa [aka PIPPA] invece rompeva solo il cazzo al povero padrone 80enne mezzo rincoglionito e con qualche latente tendenza alla zoofilia].
Vogliamo poi proprio aprire la parentesi Superiori? Mio dio che dolore... I primi giorni immerso nell’ansia allo stato puro. Sembravo un
alice marinata, avevo lo stesso sguardo atterrito di un bassett hound e rigido e teso come l’omino del via libera sul semaforo. Attento ad ogni movimento e ad ogni parola, conscio che qualsiasi cosa avessi detto o fatto sarebbe stata usata contro di me per I successivi 5 anni. Questa volta riesco ad evitarmi la trota salmonata. Il giorno delle preiscrizioni alle superiori comincio a decantare le lodi didattiche dei corsi di studi presentati dal Liceo Scientifico... La trota, avendo letto il fumetto sulla mia testa [si perke’ nel frattempo avevo sviluppato questa abilita’ per necessita’] aveva fatto uno scatto felino, ma che dico felino... Forse l’unico della sua vita... E consegna il suo modulo alla cattedra. Io con tutta calma andro’ una mezz’ora dopo a consegnare il mio modulo di preiscrizione all’Istituto Tecnico per Ragionieri. Beh basti dire che finisco al fianco di Mickela. Si con la K, ma non per vezzo, per semplice errore ortografico all’anagrafe. Figlia di contadini, una bella ciociara del profondo entroterra partenopeo insomma, che cercava di seguire le mode del momento pettinandosi alla Tina Turner, il cui idioma era il piu delle volte a me sconosciuto. All’inizio mi parlava e io la fissavo ignaro di tanto spirto… e pensavo tra me e me: “ora le esce il fumetto coi sottotitoli alla pagina 777 del teletext di telecapri” Si perke’ altro handicap da affrontare era quello della lingua corrente, io non sapevo parlare in dialetto napoletano, di madre genovese [imbastardita] padre para-partenopeo e con una rosa di nonni fiorentino/bolognese e leccese/perugino la mia conoscenza della lingua napoletana si limitava ai film di Toto’ e di Nino D’angelo su Rete4 con le varie Anna, Annarella e Antonella. Fino ad allora avevo frequentato scuole di quartiere, mentre l’Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri con I suoi corsi sperimentali [l’unica sperimentazione che ho visto riguardava nuove sostanze stupefacenti sintetiche] aveva un larghissimo richiamo raccogliendo senza troppi problemi iscrizioni a man bassa dai senza tetto accampati tra I cartoni in riva al mare fino all’entroterra piu brullo, rurale e incomprensibile dove ancora praticavano la masturbazione pubblica dei futuri sposi per reprimere gli impulsi sessuali come nella campagna francese del ‘500. Un poco rassicurante totale di 1900 adolescenti rinchiusi in un casermone di 6 piani stile Gropius Stadt della Berlino pre caduta Muro. All'inizio per quanto mi ci sforzassi di parlare in dialetto sembravo piu una brutta copia di Abatantuono in Attila Flaccello di Tio con problemi di balbuzie. Di positivo c’era che grazie a questo a scuola andavo molto meglio degli altri essendo forse l’unico in grado di produrre frasi di senso compiuto in italiano corrente e corretto, con condizionali e congiuntivi al posto giusto [ah... Se solo ci riuscirebbi ancora!] e I miei insegnanti ormai dimentichi di tali finezze lessicali restavano a fissarmi tra l’impaurito e il confuso. Di negativo c’era che mi tocco’ cmq decidermi ad imparare la lingua napoletana o almeno rendermi fluent enough da capire quello che mi veniva strillato contro.
Poi... avete mai visto quel telefilm di tanti anni fa ‘
I ragazzi del muretto’ ?? Gia’ alla tenera eta’ di 14 anni mi provocava seri problemi di cistifellea, soprattutto quando parlava quello che interpretava Franz [al secolo Lorenzo Amato, figlio del Ministro Amato, la cui carriera e’ guarda caso durata tanto quanto il primo governo amato] Ma mi toccava guardarmelo, perke’ era l’argomento principe che illuminava le conversazioni di tutti e tutto si svolgeva sulla falsa riga degli accadimenti proposti nel telefilm... E allora veniva il momento di scegliersi il personaggio da interpretare, perke’ vuoi o non vuoi quel periodo della vita e’ un continuo gioco delle parti, una palestra di vita che, in piccolo, ti proietta verso quello che ti ritroverai a vivere giorno dopo giorno in un futuro non troppo lontano.
Viene il tempo dei diplomi, l’universita’, I primi amori [o almeno per tali venivano spacciati], il primo lavoro, il secondo, amici [quelli buoni], le storie importanti e I genitori, la famiglia, I luoghi, le vacanze, la vita in citta’, l’auto, la seconda auto [perke’ si son rubati la precedente], le storie che finiscono, I viaggi [quelli lunghi], gli allontanamenti, le perdite, le partenze. Un palco pieno zeppo di personaggi, cose e fatti e non sai mai come andra’ a finire fin quando non torni a letto la sera e fai il punto della situazione con la testa sul cuscino con l’ultima marlboro della giornata in bocca. Tante piccole scelte quotidiane che possono davvero mettere in seria crisi un equilibrio di cose, fatti e persone nel giro di pochi attimi. Un po come giocare a OK il prezzo e’ giusto. Sbagli di 1000 lire e c’hai
Sabani che ti deride  sbattendoti in faccia la dentatura da Lama Andino con tanto di zufolo appeso al collo...
Verrebbe quindi naturale pensare che dopo anni e anni e anni di questo gioco debba risultare facile quanto per un impiegato dell’anagrafe fare lo spelling di un nome proprio di persona... E invece no... Ti ritrovi a QUASI 30 anni a cercare di analizzare le semplici scelte fatte nel passato e a capire quali siano state le loro influenze in quel ke poi e’ stato...
Per evitare di farti venire le crisi di panico ogni volta che vedi una porta che si chiude o un passante che ti blocca la strada per due secondi, o una bimba che fa cadere una Cindy o Mindy o Limpy che sia per strada o che David Lynch che ti fa perdere il sonno per 4 anni per poi scoprire che Laura Palmer l’aveva uccisa il maggiordomo.... Finisci per arrenderti alla nuda e cruda verita’ universalmente riconosciuta: le decisioni importanti si prendono col  freccione rotante
del TWISTER!

Ps. Quel film non lo guardo piu’!

Pps. Lo so ho delirato di nuovo… altra notte insonne


partorito da: EirKermit alle ore 14:57 | link | commenti (6)
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Commenti
#1   25 Gennaio 2006 - 17:52
 
ti linko, mi hai fatto ridere.
utente anonimo

#2   25 Gennaio 2006 - 18:41
 
:) gracias, ma te ki sei anonimo cosi do una okkiata ai tuoi scritti e ti linko moi ossi'
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#3   26 Gennaio 2006 - 18:31
 
Quando andavo a scuola non facevano altro che ripetermi:"quando finirai la scuola non verrai l'ora di ritornarci!"... e io li prendevo per pazzi convinta che nulla e nessuno avrebbe mai potuto farmi rimpiangere quell'inferno.

E avevo ragione io!
Ciao ;)

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#4   27 Gennaio 2006 - 07:25
 
direi che il freccione ti ha quasi sempre consigliato bene. quanto meno nella scelta di un amico come me :-P

normalacid
utente anonimo

#5   27 Gennaio 2006 - 21:09
 
beh quando ci siamo conosciuti il freccione era in riparazioni :) ghghgh
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#6   06 Febbraio 2006 - 00:46
 
O_O oddio anche io guardavo "i ragazzi del muretto"!!!
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Commenti

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