Da un articolo del Corriere Della Sera.it secondo Renzo Cianfanelli:
Secondo uno studio canadese appena pubblicato, la lunghezza del dito indice rispetto all'anulare è indicativa del livello di aggressività, nel senso che se l'indice è più corto, il soggetto è biologicamente programmato per essere di temperamento più propenso a passare a vie di fatto. La correlazione è emersa da una ricerca condotta nell'università dell'Alberta (Canada Occidentale) dalla quale risulta che gli individui con il dito indice di lunghezza inferiore sono anche i più aggressivi. La curiosa circostanza, riferita in una relazione appena pubblicata dalla rivista scientifica Biological Psicology, secondo il dottor Peter Hurd, autore dello studio, si spiegherebbe con la maggiore o minore quantità di testosterone assimilato dal feto nell'utero materno. (31/07/07)
La prima reazione è quella di controllarsi la mano. Poi la si vorrebbe controllare a tutti i colleghi e vicinato. Poi ci si domanda quanto ce l'abbiano grosso (l'indice) personaggi tipo Bossi, Sgarbi e Maria Giovanna Elmi.
Una sola cosa mi sembra indiscussa, la lunghezza del dito medio mi sembra ininfluente ai fini scientifici. Il dito medio si usa per altro. E mai quanto in questi giorni di caldo, stress e conto alla rovescia per le ferie, viene di sovente sbandierato in tutti i suoi 9,5 cm di sfacciata lunghezza. E in tempi in cui persino il termine "vaffanculo" viene considerato lecito, questa pratica viene apprezzata da personaggi di successo, di fantasia e di potere.
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Successo
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Fantasia
 lui lo usa spesso...
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Potere
 lui ci prova...
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Ma se il dito indice è indice di aggressività, il dito medio media tra la necessità di picchiare ferocemente l'interlocutore e sfancularlo a gran voce??