martedì, 07 agosto 2007

Final+Mente

Ce l'ho fatta. E' arrivato il momento di riposarsi. Da bravo italiano medio me ne vado in ferie in agosto. E forse proprio perchè questo è l'unico momento dell'anno in cui ci si prende una "pausa" a me, piuttosto che a capodanno viene da fare un leggero bilancio. E senza scadere nel sessual-politico-esistenzialista-fatalista gli stati d'animo dell'ultimo anno sono stati (e non in ordine cronologico):

Smarrimento
Frustrazione
Senso di abbandono
Allegria
Compiacimento
Sorpresa
Tristezza
Successo
Compassione
Rassegnazione
Delusione

Alla fin dei conti con uno spettro di emozioni cosi completo dovrei ritenermi soddisfatto. E considerato che quest'ultimo anno è stato come un 78mo quadro di Lemmings giocato a livello Mayem (per chi se lo ricorda) e sono riuscito ad arrotolarmi tutte ste cose con santa pazienza nella panza. Messo alla prova e sopravvissuto anche se con vistose ripercussioni sul già precario stato mentale.

  
   Come si fa
   a spostare l'orizzonte più in la
   giorni tristi
   che vai al letto e non ti svesti
   che non sai bene se resisti
   come ti va
   con il cuore che funziona a metà
   troppo soli
   sogni diversi e sogni uguali
   per conquistarci un paio d'ali
   Vivo, canto e vivo
   mi perdo e mi ritrovo
   ma sono sempre io
                            e va bene cosi!!

Protagoniste alcune persone che hanno permesso alle biglie del mio flipper di girare e girare e girare: alcune sono state eliminate, alcune sono state premiate, alcune sono state scoperte, alcune sono state abbracciate. Ma fin tanto che le biglie hanno girato sul piano io ho raccolto punti! E come è vero... in natura nulla si crea e nulla si distrugge e se c'è una cosa in cui credo ciecamente è all'esistenza di un possibilistico equilibrio socio-naturale.

Chiudo, parto, tornerò, non so ancora quando ma torno torno. A settembre si ricomincia, mi rimboccherò le maniche a palloncino e via.

Per ora... Hasta la vista a todos. Se qualcuno mi dovesse intravedere in spiaggia in stato semi-comatoso con funzioni vitali pressocchè nulle, VI PREGO, asciugatemi il rivoletto di saliva secca agli angoli della bocca.

Piripì. Buone vacanze a tutti quanti. Spagnoli e non.


partorito da: EirKermit alle ore 11:29 | link | commenti (13)
categorie: che vita é
giovedì, 02 agosto 2007

Scientifica+Mente

Da un articolo del Corriere Della Sera.it secondo Renzo Cianfanelli:

Secondo uno studio canadese appena pubblicato, la lunghezza del dito indice rispetto all'anulare è indicativa del livello di aggressività, nel senso che se l'indice è più corto, il soggetto è biologicamente programmato per essere di temperamento più propenso a passare a vie di fatto. La correlazione è emersa da una ricerca condotta nell'università dell'Alberta (Canada Occidentale) dalla quale risulta che gli individui con il dito indice di lunghezza inferiore sono anche i più aggressivi. La curiosa circostanza, riferita in una relazione appena pubblicata dalla rivista scientifica Biological Psicology, secondo il dottor Peter Hurd, autore dello studio, si spiegherebbe con la maggiore o minore quantità di testosterone assimilato dal feto nell'utero materno. (31/07/07)

La prima reazione è quella di controllarsi la mano. Poi la si vorrebbe controllare a tutti i colleghi e vicinato. Poi ci si domanda quanto ce l'abbiano grosso (l'indice) personaggi tipo Bossi, Sgarbi e Maria Giovanna Elmi.

Una sola cosa mi sembra indiscussa, la lunghezza del dito medio mi sembra ininfluente ai fini scientifici. Il dito medio si usa per altro. E mai quanto in questi giorni di caldo, stress e conto alla rovescia per le ferie, viene di sovente sbandierato in tutti i suoi 9,5 cm di sfacciata lunghezza. E in tempi in cui persino il termine "vaffanculo" viene considerato lecito, questa pratica viene apprezzata da personaggi di successo, di fantasia e di potere.


Successo
Fantasia
lui lo usa spesso...
 
Potere
lui ci prova...
Ma se il dito indice è indice di aggressività, il dito medio media tra la necessità di picchiare ferocemente l'interlocutore e sfancularlo a gran voce??


partorito da: EirKermit alle ore 16:56 | link | commenti (6)
categorie: robbbba seria, che vita é
mercoledì, 01 agosto 2007

Cinica+Mente

Se penso a quanta gente è entrata e uscita dalla mia vita nell'ultimo decennio, di quante persone non ricordo neanche il nome, di altre ricordo il nome ma non il viso, di altre frasi che mi sono rimaste dipinte addosso, gesti indelebili e sguardi da bucare il granito dietro cui talvolta mi riparo. Ma tant'è, la vita è strana e a volte va accettata più che gestita. Ed ecco che il giro vorticoso di centinaia persone, fatti, luoghi, parole e incombenze quotidiane diventa troppo veloce, l'energia cala e l'attenzione scema (voce del verbo scemare).

Spesso le amicizie scoloriscono e restano tenui tinte di affetto in sospeso. Poco tempo per rispondere ad un sms, per rispondere alle email, per telefonare, che poi ti scordi, che devi far la spesa o il bucato. E poi il lavoro, le scadenze, il meccanico e l'idraulico e il tecnico dell'antenna. E accade che non ci si sente, o ancor più tristemente ci si sente per gli auguri di natale, pasqua, capodanno ed epifania che tutte feste porta via.

Mi accorgo di quante volte mi sono cinicamente rassegnato con distacco ad un allontanamento. Persone che avevano affondato le unghie e accarezzato le orecchie con le loro cose da dire. Che avevano impegnato le mie giornate di risate e allegria. Persone che conoscevano i miei numeri di telefono a memoria. E poi capita che non ci si sente per due o tre giorni, poi per una settimana, per due settimane, poi un mese e poi non ci si sente più. Intenti a non fare drammi, a prendere le cose cosi come vengono. Perchè si rischia di diventare anche in questo schiavi dell'abitudine forse, e cessata questa cessa anche quel che comportava. Un amico.  

Penso, forse disturbo, forse ha i cazzi suoi a cui pensare, forse si è fidanzato, forse è impegnato col lavoro, forse sta dipingendo casa, forse ha cambiato sesso, forse è diventato opinionista del Maurizio Costanzo Show... forse forse mille forse che mille volte mi son creato per giustificare la mia disorganizzazione sociale e l'altrui silenzio.

A volte capita anche di svegliarsi bruscamente dal torpore. Cosi come si perdono vecchi amici, purtroppo, può anche capitare che se ne ritrovino altri, fortunatamente. Ma non sempre.

 
Renato lo conobbi online, in chat. Una decina di anni fa. Quando ancora si chattava su IRC e le chiacchierate erano lunghe e duravano mesi. In chat, via email. Gli sms non avevano ancora preso piede e il mio etacs dell'epoca stile citofono anni 60 non sapeva neanche cosa fossero. Renato lo conobbi di persona dopo tanto tempo. Una volta mi salvò il culo quando rimasi bloccato alla pompa di benzina in tangenziale a capodimonte col pieno nel serbatoio, il bancomat smagnetizzato a sorpresa e non un soldo in tasca. Mi pagò la benzina e mi portò a mangiare una pizza. Lui tutto elegante all'uscita dal lavoro, io tutto smandrappato all'uscita dal lavoro. Al ritorno cantavamo a squarciagola My Favourite Game dei Cardigans. Era la sua canzone preferita e diventò un po' un tormentone tra noi. Avevo da poco superato i 20 e lui da poco compiuto 28 anni. Ci fu subito simpatia. Era sempre allegro e mi sorrideva senza paura. Come accadeva a volte online si crea sintonia anche prima di guardarsi negli occhi. Capimmo che non sarebbe successo nulla tra noi. Ci sentivamo quasi tutti i giorni, ci si vedeva quando gli impegni non coincidevano troppo, con amici, a bere una cosa in Piazza Bellini. Ci si faceva da spalla con i tipi carini. Poi magari non ci si sentiva per giorni e ci incontravamo per caso in discoteca al sabato e tutto era uguale e rilassato. Poi successe che decisi di partire. Detto fatto, valigie pronte e un paio di amici all'aeroporto in lacrime agli imbarchi. Renato ed io continuammo a sentirci, per gli updates di sorta, come vanno le cose, il lavoro, gli amori, frizzi e lazzi. Ci vedevamo quando ero in vacanza a Napoli. Gli anni passavano e le telefonate diminuivano, le mail sempre più veloci, i messaggi sempre più stringati. Aveva un ragazzo che non avevo conosciuto ancora. Ne ero contento. Gli anni passavano e il silenzio prese il sopravvento. Incuria o impegni,  pigrizia o disorganizzazione, quel che sia sia forse lui avrà di meglio da fare. Non sento o vedo Renato da più di due anni.

Ieri sera al bar, tante persone che non conosco, un compleanno di un amico di un amico.

- Ciao, piacere e tanti auguri! Ma io ti conosco, tu sei un amico di Renato.
- Si... sono Flavio. Grazie, vai serviti pure da bere!


Ma che ho detto? penso...

- Ma Flavio e Renato hanno litigato? Non lo sento da un paio di anni a Renato.
- ...Renato non c'è più.
- E' andato via da Napoli? Non lavora più qui?
- No... un incidente. Quasi due anni fa, un frontale di notte. Flavio ancora non si è ripreso del tutto.


E di colpo mi sento un fumante ciocco di merda raggomitolato su se stesso. Puzzo e mi svolazzano intorno tutte le volte che avrei voluto chiamare, scrivere, urlare. Mi scorre avanti agli occhi il video di "My Favourite Game" dei Cardigans e mi gira lo stomaco.

I don't know what you're looking for
you haven't found it baby, that's for sure
You rip me up and spread me all around
in the dust of the deed of time
tataraaaa tataraaaaaa taaa taaaa

Ciao Renato!

partorito da: EirKermit alle ore 14:07 | link | commenti (7)
categorie: robbbba seria, che vita é

** AVVERTENZE ** Trattasi di pensieri sparsi e talvolta inutili. Questo blog non si prefigge il compito di rappresentare in alcun modo un mezzo di informazione giornalistica. La Rana declina ogni responsabilita', rifiuta ogni lamentela e/o risentimento che possano derivare dalla lettura di nomi, cose, fatti, persone esistite o esistenti che restano - in quanto virtualmente generati - VIRTUALI e lasciati all'etere. Qui confinati. Per dirla in parole povere: OGNI RIFERIMENTO E' PURAMENTE CASUALE.

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