Saro' retorico e scontato ma lo devo dire: Per fortuna che e' passato anche sto san valentino. Non voglio essere disfattista, ma solo un po' disincantato. Un po' come lo si dice anche per natale... che tira tira non finisce mai.
Ieri cosí decido di passare il pomeriggio a cazzeggio. Dolce far nulla. E' dolce essere al centro delle proprie attenzioni di tanto in tanto. E' gratificante riscoprirsi in qualche modo innamorati di se stessi. Cosí mi prendo il pomeriggio libero, come fanno le domestiche ucraine, MA invece che andare a mangiare un gelato al centro direzionale come fanno loro, ho iniziato andando a pranzo con Lui.
A seguire un piacevolissimo pomeriggio trascorso con me stesso in giro per la citta' nel tentativo di fare shopping. Mi cullavo nei miei pensieri piu' inutili cercando di cacciar via le preoccupazioni, quando ad un certo punto passeggiando in via chiaia una graziosa coppia felice mattel mi ricorda che giorno fosse e quale fosse il vero significato della giornata degli innamorati.
Sono li, avanti a me. Lui e Lei. Lui appena 20enne, molto hip hop, sbarbatello ma carino, troppo piccolo per costruirci su fantasie erotiche. Mi ritraggo bruscamente. E poi noto Lei. Molto hippo[potamus] ma carina, lineamenti graziosi arrotondati qui e li da qualche litro di margarina iniettatale sottopelle durante la notte da qualche fatina dispettosa. Li guardo e mi suscitano una sorta di tenerezza mista ad un'ondata di furia omicida. Invidia forse della passeggiatina mano nella mano. Non lo faccio da troppo tempo per ricordarmi se fosse piacevole o meno per cui decido che non fosse invidia. I miei ragionamenti vengono brutalmente interrotti dalle parole degli innamorati, in un canto di cigno soave, uno scambio di gorgheggi, due canne d'organo solenne che vibrano tese verso il cielo terso di un tiepido giorno di febbraio:
Ess : Tessssó! Agg' ditt ca chella pereta stelliata 'e soreta nun c'ha vojje stasera!!!!
Iss : Ammmmó! Muov't o te rong nu cav'c int 'a fess te facc sajjere l'ovaje n'canna accussí quann vai facenn 'e bucchin ajesce 'ncint!!
Dopo svariati tentativi sono arrivato a tradurlo in questo modo:
Lei : Tesoro, ti ribadisco nuovamente che non gradisco la presenza di quel grazioso peto addobbato a mo' di cielo stellato che e' tua sorellina.
Lui : Amore, sbrigati dai, altrimenti per smuoverti saro' costretto a prender a calci la tua vagina praticando una pressione tale all'altezza del collo del tuo tenero utero che le ovaie verrano proiettate e dimorate nel tuo prezioso cavo esofageo, di modo che ogni qual volta praticherai sesso orale rimarrai in stato interessante.
Mi sembrava doveroso diffondere questa "santa" iniziativa partita, come al solito, dagli stati uniti. Si sa, loro sono sempre un passo avanti, nel bene e nel male.
Basta cliccare QUI per entrare nel Database contentente tutti i nomi, cognomi, ordini, diocesi di appartenenza, incarichi e offese attribuite ai simpatici parroci e preti americani accusati di molestie sessuali e pedofilia.
Si pensi che solo dal 1950 al 2002 ci sono state 4,392 denunce di molestie... rabbrrrrrrividiamo. E in Italia? mboh... io avrei gia' un paio di nomi col quale iniziare la lista. Fortuna che noi abbiamo papa Josephine in casa a difenderci dal male, lui si che ne sa una piu' del diavolo!
Tutte le mamme sognano grandi cose per i loro figli. Chi si aspetta di vederseli tornare a casa un bel camice bianco da dottore, chi con una toga nera, chi con la divisa della guardia di finanza. E in quest'ultima categoria rientrava mia madre. Che fino allo sfinimento mi prego' di partecipare ad una selezione anni fa. Inutile dire che a me poteva interessare entrare in guardi di finanza quanto prendere parte a degli esperimenti nucleari a cosce aperte. Il fatto che avrei potuto continuare a studiare e guadagnare un soldino contemporaneamente mi convinse a togliere sto sfizio a mia madre. Avevo 19 anni, e gia' allora nutrivo un odio inverecondo per tutto quello che rappresentasse o che venive espletato attraverso l'uso della burocrazia italiana. Gia' la domanda di partecipazione costitui' un vero parto tri gemellare, poi le prime selezioni all'ergife a roma. In fila, il primo giorno, all'alba. Due miliardi di ragazzi, cagati sotto come i bimbi di piccoli fans. Entriamo a scaglioni e a poco a poco ci fanno sedere in enormi aule per i test psico[patico] attitudinali. Cose del genere "ti piacciono i fiori" ALLORA SEI FROCIO! "Faresti il fioraio" ALLORA SEI FROCIO! "Hai mai provato piacere nel guardare Drive In" ALLORA POTRESTI ESSERE ETERO!
Penso lucidamente che sia stato proprio in quell'occasione che ho per la prima volta pensato di poter essere gay. Essere gay nel senso di vivere da gay. Ed esattamente verso le 10.15 circa di quel primo giorno di test. Quando una mano mi fece toc toc sulla spalla e mi accorsi che a quella mano era collegato al braccio collegato al busto collegato al viso piu' bello che io avessi mai visto fino ad allora e per molti anni a venire.
"Hai una penna in piu'? ..... per favore"
"....eh.... si .... penso di si.... ecco"
Queste furono le parole che penso mi abbiano aperto un universo nuovo, che hanno dato le basi per arrivare a quello che in parte sono oggi.
Si chiama Francesco. Quando mi restitui' la penna mi ringrazio' e iniziammo a parlare dei test, impressioni, della paura di aver sbagliato etc etc. Me ne fregava un cazzo a me dei test e figurarsi della paura di sbagliarli. Mi interessava solo parlare con lui e di avere un motivo per poterlo guardare in faccia. Occhi verdi, mascella leggermente squadrata, pelle olivastra. Fini' tutto li. Addio.
Quando ci scontrammo nuovamente alle visite mediche qualche mese dopo avevo il batticuore. Pensavano avessi un problema al cuore durante l'elettrocardiogramma. Tutto torno' alla normalita' quando Francesco usci' dalla stanza. I nostri cognomi erano talmente assonanti che finimmo per fare tutti i test insieme. Nudi in fila per la visita ai genitali, a dorso nudo per la schermoscopia, a pacche all'aria per la culoscopia.
Nelle pause andavamo in giro per i giardinetti. Mi racconto' qualcosa di lui, della sua casa ad Aprilia, della sua fidanzata. Gli raccontai della mia, dei miei studi, del mio scooter e della musica che ascoltavo. Era un patito di Celine Dion. Il cd nuovo ce l'aveva a doppione. Me lo regalo' senza pensarci due volte. Ero innamorato.
Ci scambiammo i numeri di telefono. Quando ebbi la chiamata per la successiva ondata di test la prima cosa che feci fu chiamare Francesco. Anche lui l'aveva ricevuta. Stesso giorno, stessa ora a Roma. Contavo i giorni alla rovescia. Quando lo rividi ebbi un tuffo al cuore. A momenti mi lacrimavano gli occhi e forse lacrimarono sul serio. Poi un gomito valgo per me, ed una serie di calli ossei per lui si intromisero tra di noi. Tutto fini'. Lui pianse, suo padre finanziere ci sarebbe rimasto molto male ma evidentemente le sue raccomandazioni non erano state abbastanza potenti. Io lo abbracciai, e gli dissi che se suo padre si fosse dispiaciuto gli avrei parlato io. Frasi di una coglionaggine unica che solo a 19 anni puoi permetterti di dire. Volevo difenderlo ed abbracciarlo e baciargli la fronte. Li nel piazzale antistante la caserma. Lui mi poggio' la fronte sulla spalla e mi abbraccio'. Io braccia stese parallele al corpo. Ero in trappola, non potevo muovermi. E, d'altronde, io non avrei voluto essere in nessun'altro luogo in quel momento, sarei rimasto li per giorni e mesi se lui non avesse tirato via le braccia. Asciugandosi gli occhi mi sorrise. Quindi capii che stava per finire. Arrivo' il padre. Lui gli ando' in contro con la testa bassa e da lontano alcune parole mi rimbombarono nelle orecchie, ma non potevo capire, ero stonato, come se avessi un tamburo al posto della testa. Guardavo il padre di Francesco e pensavo che sua madre doveva essere davvero bellissima per bilanciare a tanta tozza e sgraziata bruttezza. Il viso arcigno e le mani l'una nell'altra dietro la schiena mentre parlava con Francesco. Ebbi un moto di rabbia, poi Franscesco mi venne in contro. Ci salutammo sotto gli occhi vuoti del padre. Una stretta di mano, una promessa di sentirci, di vederci magari d'estate, magari per Natale.
Mesi dopo telefonai. Rispose una voce di donna, squillante e allegra. Riattaccai e non ho mai piu' provato a chiamare.
Imparai a memoria la sua canzone preferita. E neanche mezz'ora fa l'ho ascoltata per caso, tra migliaia. Son passati 10 anni suonati ma ancora me la ricordo, nota dopo nota, gorgheggio su gorgheggio, parola per parola.
Cresci che ti cresci impari un po' a difenderti dagli urti della vita. Metti su corazze su corazze per difendere il tuo orgoglio e te stesso. Impari a tenerti a debita distanza e migliori l'agilita' nell'evitare e nel divincolarti. Ti muovi tra persone che un giorno sono bianche ed il giorno dopo sono grigie e poi gialle e poi bianche ancora. E dopo tutto questa faticaccia, alla soglia dei trentanni, ancora ti meravigli se alcune cose, semplici, riescono a ferirti e farti restare perplesso a pensare. Peggio ancora se poi ci scrivi anche un post. Quelle persone, che sembrano buone buone, ti sembrano amiche. Ci lavori, ci guardi un film, ci trascorri il tempo libero. E poi, per scherzo o per diletto, con assennata precisione ti scoccano due parole che ti lasciano basito. Quelle domande che non ti arrivano alle orecchie ma direttamente alla bocca dello stomaco. Ti si tirano le guance e abbozzi un sorriso. Nel frattempo ti balenano nel cervello, cervelletto ed ipotalamo 4 o 5 dolorosi modi per trucidare il tuo interlocutore. Dal beverone della dottoressa Tirone ad uno stupro per mano di Walter Cuccurullo [seee per mano!]. Ma restano fantasie e finisci per simulare una dignitosa faccia tosta interrogandoti sul luogo di origine di cotanta gratuita cattiveria.
E poi, a sera, attraversando il ponte, guardo l'orizzonte. Perdo gli occhi nell'infinita' del buio di febbraio. Scavo nella mente, vago nei meandri disabitati della mia materia grigia. Il rumore di onde che si infrangono su scogli bianchi mi riempe le orecchie. E solo quando la brezza proveniente da sud mi inizia a solleticare le labbra riesco a pronunciare quelle parole tanto agognate:
Una domenica di sole, improvvisamente il buon umore, relax, troppo. E' subitaneamente tardi e mentre mi violento le gengive con lo spazzolino comincio a pensare a dove riuscire a rimediare un dolce decente e un buon vinello per accompagnare il pasto offertomi in asilo dal dolce, sensibile e premuroso AgoConUnCactusSuPerIlCulo.
Pasticceria trovata, rinomata e di buon gusto, Ricotta e Pera acquistata. Vinello, aglianico del taburno acquistato con somma meraviglia. In autostrada ululavo un misto tra Paddy Casey e Siouxie and the banshees.... quand'ecco che superata l'ennesima bmw con matusa al volante la mia [fino ad allora] quasi infallibile K-Mobile mi muore sotto il culo e mi lascia in corsia di sorpasso a 150km/h senza servo sterzo, idro guida, abs, freni a malapena.... e doppi ahime' anche Patti Smith aveva smesso di mugugnare... Morte celebrale di un automezzo. Un ictus meccanico fulmineo. Una sgommata [nella mutanda] e miracolosamente riesco ad evitare i simpatici utenti autostradali e accostare in una improvvisata corsia di emergenza sotto un sol leone degno del 15 di agosto. Improvvisamente mi sento come Shania Twain nel video di "Man i feel like a woman" un po' meno woman e meno tigrato e molto piu' incazzato e sudato pero'...
Sgomento.
Senso di solitudine.
Abbandono.
Fame.
Caldo.
Pipí.
Mentre riacquisto colorito chiamo rassegnato il carro attrezzi. La signorina del call center, gentile come una lottatrice di sumo ad una svendita di lenzuolini paraculo e rassicurante come una finanziaria di sinistra mi avvisa che saro' subito soccorso. Avviso il buon AgoStoMorendoDiFameACheCazzoDiOraPensiDiArrivare che mi offre aiuto, ma lo rassicuro e lo invito a pranzare senza di me. ahime' addio tortelli alla zucca... sigh.
Mezz'ora dopo arriva un camioncino variopinto stile carro allegorico da gaypride e quando gia' mi aspettavo che scendessero i Village People al completo ... sorpresa sorpresa, l'omino dell'ACI deve essere un lontano parente di Antonio Sabato Junior.
AntonioSabatoJunior: E' Lei che ha chiamato?
KermitSfigatoSenior: Si.... [pensavi stessi organizzando un pic nic in mezzo all'autostrada?]
AntonioSabatoJunior: Ma proprio non parte?
KermitDatemiUnTabor: Non mi pare. [provo solo da mezz'ora a rimetterla in moto dopo essermi inzozzato le mani nel motore genuflesso di fronte al radiatore invocando l'aiuto divino di Mac Gyver]
AntonioSabatoJunior: Benzina ne ha? La batteria e' buona?
KermitPenelopePitstop: beh si [COGLIONE!] deve essere la cinghia dell'alernatore, non mi pare di vederla piu' [TIE'!!]
AntonioSabatoJunior: ah vabbe' allora devo rimorchiarla!
KermitBratzModeOn: SI! ma... ah .... l'auto.... si grazie. Mi accompagni a casa per favore [si bravo continua a darmi del Lei... tanto non ti faccio mica salire a casa!]
Ho passato una bella serata. Ho con l'acca ed anche un po' di lacca. Dopo tre aperitivi mediamente alcolici in tre bar mediamente diversi con tre compagnie decisamente diverse. Di quelle serate quando incontri tanta gente e metti insieme un po' di amici, che magari non si conoscono nemmeno tra di loro. Si crea amalgama e buona conversazione. Alcuni tengono banco, altri son troppo stanchi per essere altrettanto smaglianti ma partecipano per quanto possono.
Tante Persone a me piu' o meno care per un motivo o per l'altro e persone nuove che forse non lo saranno mai:
Una mi ha vomitato addosso tutti i suoi problemi e mi ha detto quanto mi vuole bene, e mi ha fatto piacere,
Una ha cercato di ammogliarmi con un presunto insegnante di francese stile julie andrews in sound of music [cappottino e coreografie erano le stesse], e non mi ha fatto piacere,
Una faceva bella mostra di un regalo che io avevo fatto secoli fa e che io avevo dimenticato, e mi ha fatto piacere,
Una ha cercato di mettere in mezzo un possibile ritorno di fiamma [che non era un film di fiammetta ortega!], non so se mi possa far piacere,
Una indossava una gonna stile Finnicella [aka Eleonora Giorgi] in Mia Moglie e' Una Strega ... che mi ha fatto palpitare. a papa' avrebbe fatto piacere,
Una mi ha mostrato come le donne possano masturbarsi in maniera digitale ed allo stesso tempo esercitarsi con l'arpa, a Piero Angela avrebbe fatto piacere assistere,
Una addirittura senza alcun pudore ha continuato a massiaggiarmi l'interno cosce con il piede, shoeless, ma con un sensazionale calzino bianco con buchetto al tallone, a lui ha fatto piacere. :)
Tornando a casa Una persona che conosco da 3 giorni mi ammonisce dicendomi che ultimamente non gli sono stato abbastanza vicino.... ..... ha fatto un piacere alla mia autoricarica,
Con una ci scappa anche un incontro corpo a corpo dopo un sorprendente quanto casuale incontro-scontro, e si che mi ha fatto piacere.
Lascio questo post come pro memoria a me stesso per quei giorni in cui mi sento di merda e la mia vita sembra triste e piatta come il decollete della Litizzetto. Beh in queste occasioni mi sembra piu' un puntatone serale di Topazio! :)
Anni fa prendendo spunto da uno spettacolo di marionette di cui ero accanito fan presi in prestito il nick che tutt'oggi utilizzo... Questo per far capire quanto mi piacciano le marionette!!! E non mi va che vengano trattate in questo barbaro modo... questo genere di marionette, soprattutto, vanno amate, curate, e riempite di attenzioni :)
** AVVERTENZE **
Trattasi di pensieri sparsi e talvolta inutili.
Questo blog non si prefigge il compito di rappresentare in alcun modo un mezzo di informazione giornalistica.
La Rana declina ogni responsabilita', rifiuta ogni lamentela e/o risentimento che possano derivare dalla lettura di nomi, cose, fatti, persone esistite o esistenti che restano - in quanto virtualmente generati - VIRTUALI e lasciati all'etere. Qui confinati. Per dirla in parole povere: OGNI RIFERIMENTO E' PURAMENTE CASUALE.
Chi sono
Nome: Moi deep inside: Rana ... verde ... e con poteri Jedi. Al di fuori invece: umanoide sopravvissuto ai mass media degli anni 80 con tendenze skizoidi alla scrittura senza senso.