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Apparizione e sparizione tra righe bianche e colori sfocati. Quando ti muovi in uno spazio indefinito non sai cosa accade intorno a te ed assumi espressioni che non sono tue. Coscienza scenica o necessita’ sociale? Sotto un cielo immenso non sarebbe giusto immaginare canzoni e stornelli per un pubblico sordo, non importa quante stelle sono accese e non importa quanti occhi son sbarrati. Un applauso non ripaga dello sforzo, una piega del volto si.
In una citta’ che ti ingoia, nel traffico che ti schiaccia, tra genti scure che si sbracciano, sotto un sole invadente tutto sembra troppo ed esageratamente grande. Tra avari di cuore e rivoluzionari del sesso io stendo il bucato ma sbaglio candeggio. Accendo una sigaretta ma brucio il filtro. Apro un libro e inizio a scrivere ma le pagine volano via, sciolte e maleducate. Scatto una foto sfocata e canto una canzone stonata.
Mi chiama una voce e io faccio finta di niente. Poi mi giro e mi vedo allo specchio. Mi vedo stanco e col trucco sfatto. Il naso fuori posto, I capelli male accomodati, le sopracciglia stufe di parare la pioggia, le orecchie al contrario e gli occhi di un altro colore. La bocca aperta con l’ugola di fuori. Cerco di ragionare con me stesso e mi chiedo cosa sia questa matassa di pellicole bruciacchiate che mi spunta dal naso. Guardo questo film all’incontrario.
Sorrido di rancore e penso ad un sorriso di ciliegie. Sospiro pensando ad un vento fresco in agosto. Rido a crepapelle pensando ai popcorn. Tra tutte le cose belle che potevano capitarmi io le ho avute quasi tutte. Sono viziato dalle mie fantasie e coccolato dai miei sensi. Mi accompagna il mio battito e le mie parole accarezzano le mani di chi stringe le mie. I miei ricordi sono riccioli di cioccolato su una torta alla crema. Il mio respiro e’ caldo come un forno a legna. Le mie vene ancora vibrano come corde di chitarra. La mia fronte e’ fiera come un fregio nobiliare e negli occhi ho ancora due tizzoni di braciere. Alzo il braccio e disegno nell’aria un nome che non e’ il mio. Nessuno riuscira’ a leggerlo e forse neanche io ma voglio ancora sognare tutto quel che posso.