Mi chiedo in continuazione se la gente faccia davvero caso a quante volte si sorride durante una giornata tipo. Ho iniziato a chiedermelo piu’ o meno quando ho notato che involontariamente sbuffavo ferocemente, copiosamente. L’aria espulsa a gran forza senza una precisa premeditazione. Allora un po’ per gioco un po’ per fissazione ho cominciato a farci caso, con spirito di osservazione e un pizzico di discrezione.
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Allora decido di sorridere, anche per nulla, anche solo per una battuta cretina o un ricordo che riaffiora alla mente. Pescando qui e li come cozze dal Sarno capitano anche quei ricordi spiacevoli, quelli tristi e con gli amanti. Occasione in piu’ per un po di esorcismo squaglia checca e baccala’ occhio malocchio prezzemolo e finocchio.
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Allora decido di sorridere, anche per qualcosa di carino. Un raggio di sole prepotente che mi buca la retina attraverso la lente degli occhiali scuri. Ardente e sempre presente. Penso a quella volta su di un prato, caddi e non provai nessun dolore. E canto una canzone che mi piace e che vorrei saper cantare.
Allora decido di sorridere quando penso alle fortune che io solo ho. Alle fortune che non tutti hanno. A quelle che ho avuto, quelle che ho saputo conservare e quelle che ho fatto fruttare e quelle nuove buone buone. Quelle che ti soprendono, le fortune che ti acchiappano alla gola e quelle che ti investono di contentezza. Quelle esagerate che tieni strette di notte e quelle scomode che ti aspettano di mattina a fianco alla sveglia.
Allora decido di sorridere per I miei amici, per la mia famiglia, per il mio gatto e per la marlboro light che ho tra le labbra. Decido di farglielo sapere con un abbraccio, un bacio in testa e una pacca sulla spalla. Per chi mi ha lanciato il salvagente. Per lo sconosciuto che sbotta per strada, complice di un istante e poi via. Sorrido per quello sguardo scuro che sceglie di schiarirsi solo per me, ma non troppo, poco per volta, con misura. Che mi regala un sorriso. Allora si che decido di sorridere ancor di piu’.
Allora mi viene da sorridere, e non devo deciderlo piu’.